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INFLUENZA

Q&A

Domande & Risposte

L’influenza è una malattia importante che può richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta causare la morte (il conteggio dei morti a livello mondiale supera il centinaio di migliaia di persone l’anno).

Ciascuna stagione influenzale è differente e l’infezione può colpire le persone in modo diverso, perfino individui sani possono stare molto male e diffondere l’infezione ad altri e nelle recenti stagioni influenzali, l’80-90% delle morti legate all’influenza si sono verificate in soggetti con almeno 65 anni.

In Italia la “stagione influenzale” è spesso sovrapponibile alla stagione invernale, anche se possono esserci variazioni anche importanti da un anno all’altro.

Un vaccino antinfluenzale stagionale annuale è il modo migliore per ridurre le probabilità di ammalarsi e di contagiare altri individui: quando più persone si vaccinano contro l’influenza, l’infezione può diffondersi meno in quella comunità.

Nel caso ideale, la vaccinazione dovrebbe essere effettuata tra metà ottobre e metà novembre per via intramuscolare al fine di dare al sistema immunitario il tempo di sviluppare difese sufficienti prima dell’arrivo dell’influenza.

Il vaccino non è obbligatorio, ma è fortemente raccomandato a partire dai 6 mesi d'età a persone con aumentato rischio di complicazioni in caso di influenza, e cioè:

• persone a partire dai 65 anni;

• donne incinte;

• bambini nati prematuramente a partire dall’età di sei mesi durante le prime due stagioni influenzali;

• persone affette da malattie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche croniche (ad esempio: asma, fibrosi cistica, cardiopatie coronariche, diabete);

• persone affette da immunodeficienza (congenita o causata ad esempio da malattia tumorale, in caso di dialisi, dopo un trapianto d'organo, in caso di assunzione di immunosoppressori o di terapia cortisonica ad alto dosaggio);

• persone con un indice di massa corporea (IMC) superiore a 40

e/o

a persone che nella vita professionale o privata sono regolarmente a contatto con le persone summenzionate  o con lattanti di età inferiore ai 6 mesi:

• il personale sanitario nonché tutti coloro che lavorano o vivono nella stessa casa con persone appartenenti a un gruppo ad aumentato rischio di complicazioni (inclusi lattanti <6 mesi), dovrebbero farsi vaccinare per ridurre il rischio di contagiare persone di salute cagionevole e che rischiano di sviluppare complicazioni dovute all’influenza.

Il vaccino è controindicato se, in concomitanza con una vaccinazione antinfluenzale precedente, si è manifestata una reazione allergica grave (shock anafilattico) a uno dei componenti del vaccino. Il vaccino non va somministrato nemmeno in caso di grave allergia nota alle proteine dell’uovo.

In caso di febbre alta la vaccinazione è generalmente rinviata altrimenti la protezione del vaccino potrebbe risultare ridotta.

La vaccinazione contro l’influenza durante la gravidanza e l’allattamento è sicura ed è consigliata come protezione per la madre e il nascituro/neonato.

Tra gli effetti più frequenti, su circa un terzo delle persone vaccinate figurano un arrossamento, un leggero gonfiore o dolore nel punto dell’iniezione; queste reazioni scompaiono entro poche ore o al più tardi entro due giorni, senza che sia stato necessario un trattamento.

Sintomi generali più leggeri quali febbre, lieve senso di malessere, dolori muscolari e mal di testa si manifestano nel 5-10 per cento delle persone vaccinate. Queste reazioni scompaiono entro due gior-ni.

Molto raramente possono manifestarsi orticaria, edemi, asma allergica o una reazione allergica immediata (shock anafilattico), in genere solo nel caso di un’allergia preesistente (vedi domanda 20).

In casi rarissimi possono insorgere disturbi neurologici, come ad esempio la sindrome di Guillain-Barré (GBS) in un caso su un milione di vaccinati. A tale proposito è importante sapere che le patologie GBS registrano un’insorgenza molto più frequente rispetto alle complicazioni in caso di infezioni con determinati batteri o virus (inclusi virus influenzali), per cui la vaccinazione antinfluenzale costi-tuisce una protezione contro l’insorgenza di GBS.

Nell’insieme il rischio di complicazioni gravi dovute all’influenza è nettamente superiore a quello di effetti collaterali gravi dopo la vaccinazione.

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